SMED cambi formato: una tecnica per ottimizzare la produzione

Scopriamo la metodologia SMED di cambio formato rapido

Parliamo di un argomento che assilla e tormenta gli uomini dedicati alla produzione e alla sua programmazione che sono i cambi formato SMED della lean production.

Cosa intendiamo con cambi formato?

Intendiamo sia i cambi stampi in una macchina termoformatrice ma intendiamo anche i cambi di impacchettamento di materiale utilizzato per il packaging funzionale e promozionale di un qualunque prodotto.

Ho in testa esperienze con clienti soprattutto del settore dolciario e pastario nei quali è frequente una personalizzazione dell’imballo a seconda del cliente, in particolare la grande distribuzione che richiede su determinati prodotti un packaging proprietario.

Quindi la SMED è fondamentale ridurre i tempi di cambio formato.

La tecnica, la metodologia, la conoscenza più utilizzata è quella che viene chiamata con l’acronimo inglese “SMED” che significa cambio stampo in un solo digit e che fa parte più in generale delle teorie di lean production.

SMED cambi formato 1

La prima slide che ho messo è quella per rendere questo aspetto del cambio formato vicino alla conoscenza di tutti e non solo alle persone che si occupano di produzione, e questo è l’esempio dell’ottimizzazione che abbiamo tutti noi visto nel cambio gomme in formula1 che negli ultimi 15 anni si è evoluto riducendosi in una maniera veramente straordinaria.

Tutti noi ci ricordiamo che una ventina d’anni fa i cambi di gomme duravano un 2/3 minuti, siamo scesi adesso sotto i 10 secondi, il tempo netto solo di cambio gomme, poi ovviamente ci sono i tempi di rallentamento e di ripartenza velocità controllata delle autovetture, però l’evoluzione fatta è evidente.

Vediamo come da buona norma quali sono i vantaggi che dà ad un’azienda la riduzione dei tempi di cambio formato.

Come ridurre i tempi di cambio formato con la tecnica SMED

La prima, più fondamentale, sono i minori costi di produzione, per capirlo, cosa intendiamo per tempo di cambio formato? Intendiamo il tempo che intercorre tra l’ultimo buono del formato precedente rispetto al primo prodotto buono del nuovo formato.

Riducendo questo tempo, abbiamo detto che otteniamo minori costi di produzione, perché durante  il tempo di fermo macchina, intercorrente appunto tra questi due scambi ultimo pezzo buono e primo pezzo buono, la macchina è ferma.

Questo significa che il costo dei prodotti buoni realizzati viene aumentato maggiormente a seconda del quanto più è lungo il tempo della macchina ferma.

Quindi una riduzione dei tempi di fermo macchina per cambio produzione la possiamo utilizzare e vedere in 2 modi, come riduzione del costo unitario del prodotto e come aumento della produzione giornaliera della macchina.

Un altro vantaggio che otteniamo riducendo i tempi di cambio formato, è veramente fondamentale, la diminuzione del lotto minimo.

Tutti noi sappiamo che nella programmazione della produzione da una parte tirano le richieste del cliente che chiederebbero cambi di produzioni continui alle macchine che abbiamo, ma dall’altra abbiamo la nostra necessità di uomini che vogliono e hanno il compito aziendale di ridurre il costo unitario di produzione che dicono “non possiamo continuare a cambiare da una produzione all’altra” perché in questo modo il costo unitario sale.

Ecco come la riduzione del tempo di cambio formato porta immediatamente alla riduzione delle dimensioni del lotto minimo.

Altro aspetto fondamentale è, che riducendo questi tempi abbiamo un ottimizzazione della nostra reattività alle richieste di mercato che sempre di più richiedono prodotti, tipologie e variazioni dei prodotti sempre maggiori.

Conseguentemente riducendo i tempi di cambio formato riusciamo ad aumentare il servizio al cliente contemporaneamente all’ottenimento di una riduzione dei livelli di magazzino.

Quindi queste due leve che normalmente sono leve contrapposizioni, quanto più emetto al magazzino tanto più normalmente aumento il servizio al cliente riducendo i tempi di consegna.

Con la riduzione del tempo di cambio formato riusciamo contemporaneamente ad avere un miglioramento del livello di servizio insieme alla riduzione delle dimensioni del magazzino, quindi delle scorte.

Per ultimo, avvio più agevole, dobbiamo sempre ricordare , questo in molte esperienze che ho fatto presso aziende clienti, non è evidente che il cambio formato che è una operazione che si ripete molto frequentemente se non più volte quotidianamente sulla stessa macchina molte volte non è definito come un processo standard, cosa vuol dire?

Che persone diverse utilizzano successioni di attività diverse nelle situazioni del cambio stampi diversi tra loro e delle volte diverse tra un giorno e l’altro.

Questo come abbiamo visto impedisce un efficientamento del processo e impedisce quel magico circolo virtuoso del miglioramento continuo.

Questi sono i benefici molto rilevanti che una riduzione del tempo di cambio formato porta ad una azienda.

I risultati ottenibili con la metodologia SMED

SMED cambi formato 2

Vediamo quali sono i risultati ottenibili attraverso un’applicazione continuativa e non temporalmente limitata nel tempo ottenuti quei risultati da aziende che hanno applicato e stanno applicando questo metodo da tempo.

Può sembrare veramente incredibile e fantascientifico il valore che ho scritto in cima in questa slide che vedrete dietro di me,  ma questa è la realtà ottenuta da aziende operanti di tutti i settori, realtà, che lo dico io per primo, quando inizio delle attività di questo tipo in aziende le persone che si occupano di effettuare praticamente i cambi formato io ho ormai capito che non devo dichiarare questo obbiettivo atteso.

Ma quando mi succede di parlare con loro di una volta richiesto di quale può essere un obbiettivo plausibile di questa attività quando parlo di una riduzione del 90% chiaramente mi chiedono “da noi è assolutamente impossibile”  , non è assolutamente vero, questo lo dico sulla base di letteratura che potete trovare tutti su internet, dei benifici ottenuti applicando questa tecnica, in settori manufatturieri molto differenti e anche sulla base del lato ovviamente più limitato dell’esperienza personale.

Vediamo, prima di chiudere, quali sono i passi con cui si lavora per ottenere queste riduzioni dei cambio formato.

I passaggi del metodo SMED

Il primo, dobbiamo comprendere quali sono le modalità con cui l’azienda lavora effettua i cambi formato, quindi facciamo dei video, di tutti le operazioni svolte per effettuare il cambio formato, questi video non applichiamoli solo filmando un operatore alle prese col cambio stampo, filmiamo più operatori per identificare se ci sono quelle differenze di cui parlavamo prima e di modalità operative tra uno e l’altro.

A cosa serve la ripresa di questi video? Serve per identificare tutte le attività che vengono svolte e per identificare quali di queste attività possono essere fatte con macchina con rimorchio, e vi assicuro che la quantità di operazioni che possono essere fatte con macchina con rimorchio sono molto rielevanti, in gran parti assimilabili nel comune denominatore.

Prima di fermare la macchina dobbiamo avere tutto quello che vi serve per applicare il cambio formato presso la macchina, e vi assicuro che se frequentate ambienti produttivi, questo succede molto raramente, che la macchina viene fermata avendo tutta la documentazione, tutti gli utensili e tutti gli accessori che servono per il cambio produzioni.

Identificate le aree e le attività che possono essere fatte a macchine in moto, facciamo una checklist per assicurare che tutti gli operatori prima di fermare la macchina si assicurino che tutto sia stato preparato, una volta fatto questo implementiamo questo processo di fermare la macchina solo quando tutti questi strumenti, informazioni, utensili sono state portate presso la macchina.

E questo è la prima grossa ragione di riduzione dei tempi di cambio formato perché vi ricordo che il cambio formato è misurato come l’intervallo di tempo intercorrente tra la creazione dell’ultimo pezzo buono prima di fermare la macchina del vecchio lotto e la creazione del primo pezzo buono a macchina ripartita del nuovo lotto.

Dopo aver fatto questo e vi assicuro che si ottengono significative riduzione dei tempi passiamo a concentrarci sulle attività che vengono svolte a macchina ferma che si chiamano attività interne.

Lavoriamo su questa attività in che modo, facendosi che tutte queste attviità che sono attività che vengono ripetute centinaia di volte nell’arco dell’anno a volte migliaia di volte vengono fatte utilizzando accorgimenti strumenti utensili creati dall’azienda per velocizzare tutte le operazioni quali il boccaggio di un bullone lo sblocco di un fermo.

Quindi questo è il lavoro in cui operatori meccanici ed eletrrici sono veramente bravi quindi individuato questo obiettivo sono capaci di ottenere delle riduzioni dei tempi di esecuzioni di queste attività di macchina ferma veramente eccezionali.

Dobbiamo pensare di come velocizzare queste attività fatte a macchina ferma sapendo che non sono attività che facciamo una volta ogni tanto ma sono attività continuative quindi come tale dobbiamo ottimizzarle pianificando le operazioni e le modalità con cui fare queste operazioni.


Concludo dicendo che ancora una volta che il tempo di cambio formato al termine di un processo SMED facilmente si avvicina a essere un decimo di quello iniziale.

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